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Uomo libero, tu sempre amerai il mare!

Sono stanco, sfatto, distrutto dal lavoro. Non dal lavoro in sé, ma dal contesto in cui ormai mi trovo. Un ambiente malsano, depresso, carico di astio. Per forza, ci vogliono calpestare sempre e comunque. Però dobbiamo ringraziare, ringraziare coloro che ci permettono di lavorare, di guadagnare, di permetterci di vivere.

Vivere? Vivere cosa? Una vita dispendiosa che per autoalimentarsi necessita di quel lavoro usurante che serve a mandare avanti un’esistenza senza senso. Saranno le nuvole che ora gravano minacciose sull’isola, sarà l’assenza di luce….ma proprio ho bisogno di chiacchierare con Oliver.

Entro nella sua osteria.

“Corpo di mille acciughe salate, Peter! Ma si può sapere dov’eri finito? Che ti è preso?”

sbuffo…

“Lascia stare, Oliver, non è proprio aria…” , mi siedo ad un tavolo. I presenti mi guardano con aria compassionevole.

Il mio amico omone si avvicina al tavolo con due birre spumeggianti abbozzando una smorfia di timido sorriso…


“Per tutti i pappafichi, sembri più triste di un merluzzo sotto sale…tieni, questa te la offre la casa!” , si siede davanti a me, glissando con ampi gesti del braccio sinistro le chiamate degli altri clienti.

“Grazie amico, una buona bevuta ci vuole…”

“Io lo sapevo che quella storia dello smettere di fumare ti avrebbe portato in secca….ma ti pare il momento, proprio sotto Natale?”

“…e quando sennò? A proposito, i tuoi clienti dovrebbero smetterla di appestare il tuo locale…” , mi guardo attorno, poi fisso il boccale pieno a tre quarti.

“Bah, a me pare una cavolata. E ora sei preso accollo e non sai cosa fare….piuttosto, che ti capita di tanto terribile? Hai una bassa marea da far incagliare anche gli altri.”

“Non c’entra nulla il fumo, Oliver. Il fatto è che sto leggendo un libro che mi sta aprendo un pò gli occhi. Sai, ho anche conosciuto il suo autore. Si chiama Simone Perotti, lo conosci?”

“Mai sentito. E’ mai venuto a bere da me?”

“Non credo, Oliver. Però se ancorerà da queste parti, gli parlerò di te.”

“Sei gentile, grazie. E di che parla il libro?”

“Sai è un libro molto ben fatto, che affronta tematiche profonde sul nostro modello di vita.”

“E cos’ha il nostro modello di vita che non va? Io sto bene come un’anguilla nel Mar dei Sargassi!”

Non posso fare a meno di ridere e ingurgito un’altra sorsata alla sua salute.

“Eheheh, sono certo che i problemi affrontati nel libro non sono di tua competenza, Oliver. Tu sei immerso nella tua dimensione come una pennellata di giallo intenso si pasce naturalmente in un quadro di Van Gogh.  Fai parte di un quadro ben fatto e ben costruito, non ti poni problemi esistenziali perchè hai ciò che vuoi e sei certo che la tua vita debba essere questa, inesorabilmente questa. Non hai altri bisogni, non ti senti ingabbiato in un sistema senza senso…”

“Oddio, Peter. Non vorrei che la mia birra non fosse sufficiente. Lo sai che non vendo altra roba, a parte il Rhum. Ne vuoi un pò?”

“Grazie, sto bene così.”

“Eh, non mi pare proprio. Cos’è che non ti va bene nella tua vita?”

“Mi manca la pirateria, Oliver. Mi manca il concetto di vera libertà che giace sotto la mia bandiera. Quella libertà che ci fanno credere di avere, ma che in realtà non abbiamo perchè costretti in un meccanismo perverso che ci fa credere di aver bisogno di cose che non ci servono, che ci fa ingoiare falsi dei e falsi valori in nome di uno status di “persona per bene”. Ma la persona per bene è tale nella misura in cui serve al sistema. Come? Consumando, comprando beni, sottostando a clichè imposti dalla società. Bisogna essere inseriti, perchè solo così potrai comprarti la macchina bella a 5 volte il suo valore (nella migliore delle ipotesi), pagare la benzina a prezzi stra-gonfiati, vestirti con abiti griffati costosissimi e confezionati nella stessa fabbrica che li smercia a un quarto del prezzo solo perchè non hanno il bollino della griffe alla moda, riempirsi di gadget che useremo al massimo 10 volte, per poi gettarli nel dimenticatoio non appena esce il nuovo prodotto di tendenza. E’ vita questa, Oliver?”

“E chi è l’uomo libero, allora? Cosa dovrebbe fare costui?”

“Bella domanda. Ci sto riflettendo da molti anni, e una persona è stata in grado di scrivere questi concetti che ho sempre accarezzato in un bellissimo libro. Il titolo è Adesso Basta, di Simone Perotti. Quello di cui ti parlavo.”

“Ha una bella responsabilità questo Simone però…”

“Responsabilità? Io direi un merito, ovvero il tentativo di far aprire gli occhi alla gente. Sono certo che i canoni dei ‘ben pensanti’ non si sradicheranno mai, a meno di compiere una dolorosissima rivoluzione. Credo anche che in questo momento i responsabili del ‘Nuovo Ordine Mondiale‘ stiano affrontando queste tematiche al fine di debellare sul nascere queste idee ‘eretiche’. Dal mio punto di vista, però, è un merito il tentare comunque di parlarne seriamente. E Simone ha fatto questo.”

“Non hai risposto alla mia domanda : chi è l’uomo libero?”

“L’uomo libero, caro Oliver, è colui che conduce un tipo di vita perchè VERAMENTE convinto di volerla vivere in quel modo. Anche un accanito consumista può esser libero, a patto che quel modello di vita sia esattamente ciò che lo rende felice. Ma se fai un esperimento, e cioè comprarti la prima cosa che ti sembra di desiderare e che immagini appagherà la tua fame di felicità e aspetti un pò di tempo. Se quella cosa non sarà più fonte di felicità, allora sarà una cosa comprata per motivi effimeri, un feticcio temporaneo che, come una droga, ti farà star bene per un tempo limitato per poi ritornare al punto di partenza: quella eterna insoddisfazione di un mal di vivere che necessita di continui ‘regali’ al proprio ego. E di regalo in regalo, ci troviamo sempre più schiavi, perchè per avere questi regali dobbiamo condurre una vita di lavoro che, magari, non ci piace affatto.”

“Capisco. Beh, devo dire che avevi ragione: io non c’entro molto in questo discorso…..però è interessante, e fa riflettere. Tu cosa vorresti, Peter?”

“Io? Beh, io vorrei tornare al mare. Ho cominciato col mare e per un accidente mi son ritrovato sugli aerei. Come dice Simone, Adesso Basta. Devo trovare il modo di tornare al mare. Sai, mi ricordo di una bella frase di Charles Baudelaire : ‘Uomo libero, tu sempre amerai il mare!’

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