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24 novembre 2009 Lascia un commento

This is a test post from flickr, a fancy photo sharing thing.

Yep, I’ve linked my Flickr page to my blog. This is because all of my best pic production is on Flickr…

sorry for this test message, but wanted to try.

Regards,

Captain Blood

Categorie:Uncategorized

Stop Smoking

24 novembre 2009 2 commenti

Eccola qua, la cicca….la sigaretta fumata e spenta. Le ultime vestigia di uno dei simboli del masochismo umano. Sono un fumatore, lo so. Sono un masochista, un incosciente, un temerario, anzi, un coglione, sono un fumatore.

La desideri, ne hai bisogno, ne sei certo, la vuoi perchè hai mangiato, la vuoi perchè hai bevuto, la vuoi perchè hai scopato, la vuoi perchè ti manca, la vuoi perchè la tua mano è vuota e non sa cosa fare.

Sei impegnato, quindi devi concentrarti, quindi devi fumare, quindi apri il pacchetto, quindi l’accendi, quindi la fumi, quindi passi i prossimi 4/5 minuti a fumare, quindi la spegni, quindi ti dai del pazzo, quindi non hai risolto un ca…

Quale umana stupidità ci porta a questo? Sono stati scritti fiumi, mareggiate di parole sull’argomento ma nessuno ha il Santo Graal della libertà dal tabagismo. L’anno scorso, anzi, due anni fa avevo smesso per un anno intero. Ragazzi come ero fiero di me stesso! Mi vantavo come un pavone in un pollaio. Un anno intero, aria respirata normalmente, profumi riscoperti e (non è poco) ben 1.200 (mille duecento) euro risparmiati, se contiamo 4 euri (lo vojo dì così) al pacchetto fumato giornalmente.

Poi è bastata una cazzata, una semplice crociera in barca. “Ma si, portiamoci dei sigari. Ma si, portiamoci una stecca da regalare ai doganieri tunisini”….che pirla….la stecca me la sono fumata in traversata e ai tunisini gli ho regalato il sorriso ebete di chi ha rivelato la sua coglionaggine….

Sapete perchè scrivo queste righe?

Perchè in questo momento sto tossendo. Sento i miei polmoni che urlano : “ma la fai finita? Hai rotto co’ sto fumo!”

Hanno ragione, non posso dire altro. C’è chi dice che ci si mette 10 anni a disintossicarsi completamente. Forse, ma in ogni caso se uno smette migliora la sua salute, questo è certo. Smettere di fumare è veramente difficile, inutile farsi illusioni. Anche il più tosto dei tosti si trova davanti un ostacolo grande quanto l’Everest. Però bisogna provare, anzi no, come diceva Yoda, “provare no: fare o non fare” ! Non sono sicuro di condividere questa filosofia. Penso sicuramente che il non provare per il timore di un fallimento non sia la strada corretta. I fallimenti possono sempre aiutare a migliorarsi e a raggiungere lo scopo.

Poi c’è una cosa da dire: ma quanto può essere coglione un essere umano che spende più di mille euro l’anno (costi sempre in salita per via degli aumenti delle accise sul tabacco) per farsi del male fisico e sostenere quelle multinazionali globali e lo Stato stesso che guadagna miliardi sulla sua pelle e poi scrive ipocritamente “il fumo uccide” o altre frasi lapidarie sui pacchetti di sigarette? Lo so, sono banalità. Ma riflettiamoci un secondo: la nostra salute è banale?

Per quanto mi riguarda, da stasera smetto (spero) di fumare. Alla prima sigaretta che mi accenderò (se dovesse accadere) mi auto-smerderò pubblicamente su questo mio blog. Per ora, posso sicuramente dire che “ho appena smesso di fumare” !

Corro al Sighing Crab e lo dico ad Oliver. Chissà quante me ne dice…

Acqua Privata

22 novembre 2009 Lascia un commento

Poche ore a bordo, e sono già nel locale di Oliver. Non fraintendetemi, non sono un ubriacone ma trovo molto rilassante l’ambiente assai poco formale del Sighing Crab. Sono già seduto al mio tavolo preferito, e vedo il mio amico oste avvicinarsi…

“Allora, Peter, ti sei riposato bene? Ecco qua, ti ho portato il tuo boccale di birra..…per me, un bel bicchierone d’acqua fresca di fonte!”

Non riesco a credere alle mie orecchie…

“Acqua fresca? Oliver, ma che ti salta in testa?” , prendo una generosa sorsata di birra e mentre il liquido frizzante mi rinfresca la gola lancio uno sguardo incredulo al mio ospite.

“E certo: cerco di bere quanta più acqua possibile, finché sarà gratuita!”

Sorrido amaramente…

“Ah, ti riferisci alla faccenda della privatizzazione dell’acqua ? Un’altra porcata di questi tempi bui. Ma non esagerare sennò ti si arrugginisce lo stomaco!”

“Bravo, scherzaci sopra. Però dai, magari la presenza di tante aziende coinvolte nella fornitura di risorse idriche potrà garantire una concorrenza che farà abbassare i prezzi….che ne pensi?”

“Si, come succede per la benzina? Gli attori nel mercato sono tanti, eppure non mi pare che i prezzi dei carburanti siano soggetti ad una sana e libera concorrenza. Secondo te con la privatizzazione non potrebbe realizzarsi lo stesso cartello di aziende che si spartiscono la ricca torta di lauti guadagni? Questa storia, secondo me, è assai preoccupante perché stiamo parlando di un bene primario dell’umanità: senz’acqua non si sopravvive…”

“Vuoi dire che quegli stessi poteri economici che controllano il mercato dei carburanti potrebbero fare il bello e cattivo tempo anche con l’acqua?”

“Beh, non è detto che siano gli stessi personaggi. Ma di certo lo stile sarebbe quello. L’acqua è l’oro del futuro perché le risorse idriche del pianeta si stanno esaurendo, e chi possiede l’acqua possiede il pianeta. Già in Bolivia c’è stata una prova generale di conflitti a causa del liquido vitale. Ad ogni modo stai tranquillo: sono certo che la Comunità Europea non intenderà affatto approvare una nefandezza del genere. Come al solito, confido nella serietà europea, piuttosto che sulla mafiosità italiana.”, assaporo un altro sorso di birra e mi guardo attorno, cercando di scovare eventuali origliatori sospetti.

“Beh, questo mi rincuora. Quindi ritieni che sta schifezza non passerà?”

“Non posso certo metterci la mano sul fuoco, ma fortunatamente esistono movimenti politici, sociali e di cittadini che già si stanno muovendo per contrastare questo terribile attacco ai diritti dell’uomo….Hai per caso degli snack?”

“Te li porto subito. Vanno bene delle patatine? Attento però, fanno venir sete!”

Chiacchiere con Oliver

21 novembre 2009 Lascia un commento

Finalmente di ritorno alla mia isola!
Riesco ancora a odorarne il profumo e ubriacarmi dei suoi colori. Giunto a bordo del mio vascello, giusto il tempo per una doccia e per cambiarmi, mi reco subito al Sighing Crab per scambiare due chiacchiere col mio amico. Come al solito starà brontolando come un vecchio capodoglio mentre mesce la sua birra cruda.
Il viottolo che dal mio ormeggio porta alla sua taverna odorosa non è molto frequentato di questi tempi. Rari esemplari di razza umana caracollano senza un ordine logico mescolandosi con qualche animale randagio, come isolate particelle quantiche in cerca di una casuale collisione.
L’entrata alla taverna non presenta particolari raffinatezze: una miserrima porta di legno con i vetri appannati dai fumi dell’alcool e del tabacco divide il microcosmo chiassoso del locale dal mondo esterno. Si scendono pochi gradini di pietra mal lavorati e ci si immerge nel regno di Bacco.

“Ehilà Peter, ben tornato!”

Non faccio nemmeno a tempo di entrare in taverna, che quella vecchia volpe di Oliver mi indirizza a gran voce i suoi saluti. Non potrei mai sperare di entrare nel suo locale senza farmi notare. Dovrò tenerlo a mente, nel caso in cui dovessi avere dei problemi.

“Salute a te, vecchio tricheco! Come sono andati gli affari durante la mia assenza?”

“Ogni volta la stessa domanda…cosa ti aspetti, che quando non ci sei questa massa di cozzari della malora si mettano in fila per venire nel mio locale? Ma guardali, già cominciano a bofonchiare perché sanno che ora mi metterò a parlare con te e i loro gargarozzi inariditi dovranno aspettare di essere serviti.”  , volge lo sguardo malignamente divertito sulle facce dei pochi avventori. Qualcuno si gira dall’altra parte, qualcun altro ricambia con un ghigno feroce. “Dai, siediti là che ora arrivo col tuo boccale.”

“Grazie amico!”, sorrido chinando leggermente il capo e mi avvio verso il “mio” tavolo. Mi guardo attorno, e le facce che vedo non sono proprio amichevoli. Cerco di tenere un contegno e sorrido di tanto in tanto. Dopo aver fatto un rapido calcolo, mi decido a prendere un’insolita iniziativa. Dopotutto, il numero dei clienti presenti non è così elevato. “Oliver, un giro di birra cruda per tutti! Offro io!”

Oliver strabuzza gli occhi mentre il locale è inondato da una salva di “urrà” a squarcia gola. Ora dovrei esser più tranquillo, mi hanno già augurato 30 vite. Sorrido soddisfatto e aspetto il mio boccale.
Oliver non si fa attendere molto. Lo vedo mentre si avvicina ondeggiante come un vascello dal carico mal stivato, un boccale per mano. Il suo sorriso mi fa capire che ha voglia di chiacchierare. Sono stanco, ma lo asseconderò.
Poggia rumorosamente i due boccali sul tavolaccio e si siede anche lui mentre i suoi occhi saettano da una parte all’altra per controllare la situazione. Non ha mai voluto assumere un aiutante. Nonostante le sue origini irlandesi, giurerei che possiede anche del sangue scozzese.
Mi fissa negli occhi, aspettando che beva la prima sorsata come se non fossero anni che bevo la sua birra. Ogni volta il rito prevede che io gli faccia i complimenti per la splendida bevanda, e lui annuisce soddisfatto. Anche questa volta non lo deludo e la sua soddisfazione si traduce in una generosa sorsata dal suo boccale.

“Allora, Peter, ho letto quelle tue fandonie sugli alieni. Ma davvero credi che possano esser qui da noi?”

“Proprio di questo argomento mi volevi parlare? Cosa c’è, vorresti ampliare la tua clientela? Non credo che gradirebbero la tua birra.”

“E perché no? Cos’ha la mia birra che non va per gli alieni?”

“Intanto le hai chiamate ‘fandonie’, ricordi? E poi cultura diversa, bevande diverse. Chissà che bevono quelli. Ma davvero, non credo che bisogna parlarne troppo. In fondo non v’è altro che teorie, supposizioni…”

“Sei tu che hai chiamato in causa l’argomento. Qua a Tortuga non si parla d’altro…d’altra parte, la stagione è morta e le navi sono quasi tutte qua a marcire come tronchi impantanati in un’insenatura.”

“Parla per le altre navi….la mia non sta marcendo affatto.”

“Vabbè vabbè, ma insomma, per quanto ti fermi?”

“Non molto, come al solito. Purtroppo ho pochi giorni di respiro, poi dovrò ripartire.”, bevo un’altra sorsata e il mio ospite fa altrettanto.

“Senti un po’, ma non è che con i tuoi stramaledetti viaggi ci porti questa cavolo di influenza, come si chiama? AH1…o roba del genere?”

“…A/H1N1. Arrivata la psicosi anche qui a Tortuga, Oliver? Devo confessare che, col lavoro che faccio, ho pensato molte volte al fatto di essere parecchio esposto al contagio. Ma ci ho riflettuto, non mi vaccinerò e poi, anche se volessi ormai sarebbe troppo tardi.”

“Perché parli di psicosi? Il problema è reale!”

“Certo che lo è. Però ritengo anche che la verità, come al solito, è a metà strada fra l’emergenza reale e quella ‘indotta’. Non sono molto informato sull’argomento, ma mi par di capire che questa influenza non abbia mietuto più vittime della normale influenza degli anni passati. Certamente è aggressiva, ma credo sia altrettanto vero che c’è qualcuno che ci guadagna molto dal panico prodotto. Purtroppo, ho letto stamane che in Norvegia il virus ha nuovamente mutato e presenterebbe nuove qualità. Preoccupante di sicuro…”

“Preoccupante? C’è da cagarsi addosso direi! Qua i medici scarseggiano, e anche i vaccini…”

“Ti ho già detto che vaccinarsi ora sarebbe come chiudere le stalle quando i proverbiali buoi sono già usciti. Almeno, a quanto ho capito. Tuttavia c’è da dire anche una cosa: i soggetti a rischio sono coloro che presentano malattie croniche, specialmente all’apparato respiratorio. Tu sei un merluzzo sano, Oliver, e non corri alcun pericolo. Piuttosto, io che sono un fumatore accanito, vado in volo respirando aria condivisa coi miei passeggeri e viaggiando da un posto all’altro, io si che dovrei essere preoccupato. Ma non lo sono più di tanto, perché tutto sommato sono sano (grattatio pallarum).”

“Vabbè, spero che tu abbia ragione, Peter. Come sta il Vieux Malin?”

“Il mio povero vascello sta bene, però vorrei essere a bordo più spesso. A proposito, crollo dalla stanchezza. Vado a bordo e spero di farmi una sana dormita. Verrò a trovarti nei prossimi giorni per la solita bevuta, caro Oliver.”

“D’accordo Peter, ci conto. Riposa bene.”

Ci alziamo dal tavolo e raggiungo l’uscita. Per la prima volta in tanti anni vengo salutato da un coro di voci galleggianti nei fumi dell’alcool. Sorrido ed esco dalla taverna. A grandi passi raggiungo la mia nave. Il tepore che trovo nella mia cabina mi invita ad abbandonarmi a Morfeo. Non faccio resistenza, e crollo come un sasso.

Oliver O’Pint

21 novembre 2009 Lascia un commento

Cari lettori, vi presento un mio carissimo amico e confidente. Si tratta del gestore dell’osteria “Sighing Crab”, il granchio sospirante, un’istituzione qui, all’isola di Tortuga. Questo omone saggio e di buon cuore porta il nome di Oliver O’Pint, ed è sempre un piacere conversare con lui. E’ un uomo semplice e, allo stesso tempo, assai curioso; cosa che denota una spiccata intelligenza. Nonostante la sua semplicità d’animo ama discutere su svariati argomenti e spesso si dimentica di servire gli altri avventori. I pirati, si sa, non sono persone dai modi garbati. Ma Oliver ha sempre saputo mettere a freno le lingue e le mani delle ciurme selvagge che accorrono al suo locale.

Non vedo l’ora di tornare a Tortuga e trascorrere qualche piacevole ora conversando con il mio amico e magari, scroccargli qualche bevuta gratis. Ovviamente, siete tutti invitati ad “origliare” ciò che ci diciamo. Quindi, accomodatevi anche Voi. Prendete posto ad uno dei tavolacci del Sighing Crab e fatevi una bella bevuta alla Vostra salute!

 

My dear readers, let me introduce you one of my dearest friends of mine. I am talking about the “Sighing Crab” Innkeeper, Mr Oliver O’Pint. This big, wise chap has a great heart and it is always a pleasure to have a chat with him. He is simple, yes, but very curious as well, in which he denotes a great intelligence. Despite his semplicity he loves talking about many different issues and he often get loose and forgets his own customers. They can get mad at him, but he knows how to keep them quiet. Pirates are not pussy-cats, but Oliver perfectly knows how to treat them.

Looking forward to getting back to Tortuga and spend some time with him and maybe, get some free of charge drink. Of course, everybody is invited to listen in what we say, therefore feel free and have a sit and some drinks as well. Cheers to everybody!

Mr Obama and the UFOs

21 novembre 2009 1 commento
Here we go again.
Whenever there is a new President of USA, the same question is asked: to finally reveal the truth about UFO. There is an insisting internet-shouting tam tam which claims that President Obama will reveal the secrets of the X-Files on 27th november 2009 !
Is it a fake? Or a life-time event?
I do not know. What I know is that the world is now DEFINITELY ready to learn such secrets, if any. The presence of alien visitors would be saluted as a GREAT development opportunity for mankind. There would be no fear at all, I believe. Personally, I would shake their hands (antennas, paws…whatever) with no problem. As an airline pilot, I’d love to try their vehicles and fly to Mars or Jupiter, or even further…
Our jet airplanes are toys, compared to their spacecraft.
So, can’t wait for 27th november! Go ahead Mr Obama, tell us !

Obama e gli Ufo

21 novembre 2009 Lascia un commento
Ci risiamo.

Ad ogni nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America si chiede implicitamente o esplicitamente di rivelare una volta per tutte la verità sugli UFO.
Il tam tam info-mediatico nella rete stabilisce che la data del 27 novembre p.v. sia quella fatidica dell’annuncio tanto atteso: Obama rivelerà i segreti degli X-Files !

Sarà una bufala? Sarà un evento epocale?

Io non lo so. Ma quel che so è che il mondo sarebbe ormai pronto ad accettare la presenza di visitatori lontani. Diamine! Ormai gli ometti verdi non farebbero paura a nessuno! Personalmente, correrei a stringere le loro mani (zampe, escrescenze…chissà). Da pilota di linea sarei ben felice di poter “provare” i loro cosi…e farmi un giretto fra Marte e Giove (schivando gli asteroidi) o ancora più lontano. I nostri aerei di linea, in confronto, sono dei giocattoli paragonabili a carri trainati da buoi.
Ricordate, quindi, 27 novembre 2009 !

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